UltrApuane del #ilfolle

Ultimissimi giorni di ferie dal lavoro, la gamba ancora buona, un’Ultra ci sta dai. L’obbiettivo era essere “finisher” senza ambizioni di classifica, e così è stato, non si è accesa quella fiammella che a metà corsa mi fa cambiare ritmo.

Partenza dalle mura di Lucca con la pioggia, ero molto, troppo prudente (la scivolata in curva di 20 giorni fa non mi ha infuso coraggio), davanti il ritmo è stato da subito molto alto e la mia gamba aveva bisogno di qualche ora di rodaggio prima di girare come piace a me, classica gamba da “fine stagione”, me lo sentivo che, salvo imprevisti, avrei fatto quei 600km con 11000 di dislivello senza problemi, anzi forse avrei potuto anche osare più avanti.

Bei panorami inediti per me, forte vento, salite lunghe e discese veloci (per gli altri) ma umide (per me, era inevitabile perdere tempo prezioso). Passo il pinocchio gigante e arrivo alla prima timestation quasi senza accorgermene, mi son veramente volate le ore, moglie e figlia che mi aspettavano come di consueto.

Si riparte già con la modalità notte che sarebbe arrivata da lì a poco, e sapevo sarebbe stata fredda…ma non pensavo umida. All’una di notte inizia a piovere mentre scendevo dal passo centocroci, non fortissimo ma quel che bastava per dar fastidio visti i 7 gradi e le luci del giorno ancora lontane.

Timestation 2, troppo freddo/infreddolito per un riposino rigenerante all’aperto, quindi tempo di mangiare qualcosa e via, sapevo che l’avrei pagata ma non c’era soluzione. Ripartiti in 3: Michele Verdoja, Andrea Muraro ed io la magia dell’alba e i suoi fantasmi; la sonnolenza si è alternata, chi prima, chi dopo, è stato un tiramolla continuo. Ogni tanto ci trovavamo tutti e 3, a volte in 2, altre ero da solo con i miei colpi di sonno che sapevo sarebbero stati pesanti e persistenti viste le notti poco regolari (a volte disastrose) degli ultimi tempi. 

Il podio davanti era ormai fatto, fiammella spenta, voglia di tirarmi il collo per recuperare magari una mezz’ora non ne avevo, ma neanche di mollare, quel finisher lo desideravo, volevo completare il puzzle iniziato alla RomagnaUltrarace. Primo pomeriggio di domenica, fine delle salite, lungo tratto di pianura finale dove la voglia di arrivare mi ha finalmente fatto aprire il gas (alla buon’ora), ho recuperato tutti per strada e siamo arrivati a Lucca, 1giorno, 6 ore e 24 minuti.

Un grazie all’organizzazione che ha veramente fatto i salti mortali, agli avversari, a famiglia e amici, a Giorgio che mi aiuta nella preparazione, a Benato Bike, il mio super meccanico brontolone che ha sempre soluzioni e un occhio di riguardo viste le lunghe tratte che percorro ogni volta, il solito Luca Molinaroli pietra miliare della mia posizione in sella…

Stagione agonistica 2021 per me giunta al termine, ma forse dentro di me era già finita; Il rilassamento è stato inevitabile dopo la dolomitica, tanti sacrifici per arrivare “pronto”, lunga preparazione in un anno pieno di imprevisti e cambiamenti che proprio non invogliava ad impegnarsi pure nello sport, ma con tante rinunce, un pizzico di pazzia, e una guida, qualcosa di buono ne è uscito.

Adesso staccare completamente per un paio di settimane è un’esigenza, sta arrivando l’autunno, la stagione che preferisco, quella delle avventure, delle camminate, dei panorami mozzafiato, della tanto bramata pace in una montagna…e perché no, dei sogni, pensare già ad un 2022 in grande stile, poi a far i conti con l’oste e ridimensionare si fa sempre ora

Mauro dall’igna

#ilfolle

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