Three peaks bike race #ilgriso

Agosto 2019 ,
Ho appena terminato un viaggio stupendo che si chiama Paris – Brest – Paris (che lascerà impresso in me un ricordo indelebile) ed ora desidero pensare al prossimo obiettivo perchè voglio con tutte le mie forze spingermi oltre , desidero andare più lontano ,restare più giorni in quel mood che si assapora quando si pedala più giorni senza sosta .
Ho in mente  un percorso personale che mi porterà a realizzare il mio sogno e per realizzarlo devo allungare progressivamente il kilometraggio degli eventi a cui parteciperò , sò già quale sarà l’evento del 2020 la Three Peaks Bike Race circa 2000 km da Vienna a Nizza .
Luglio 2020 tante cose sono accadute ( e lo sappiamo bene  )  è venerdì 24 luglio la mia famiglia mi accompagna a Pordenone a prendere il treno che i porterà a Vienna dove il giorno dopo partirà la gara.
Il viaggio in treno va via liscio in compagnia di Andrea Polo e Angela Perin tra chiacchere  più o meno tecniche ci troviamo Vienna e ci rechiamo subito al controllo della bici e alla consegna del cappellino con impresso il nostro numero di partenza , dopodichè via in hotel a  riposare , ( avrei voluto girare un po per vienna ma la conosco già bene e ne faccio a meno ).
In hotel divido la camera con Nicola Tomelleri con il quale ho condiviso una inverno di lunghe telefonate dove ci confrontavamo sul percorso e le varie soluzioni da poter prendere.
La Three Peaks Bike Race obbliga noi partecipanti a passare per tre montagne stabilite dall’organizzazione  per il resto la traccia dobbiamo farcela noi,quest’anno dopo la partenza da Vienna bisogna passare per Grossglockner ,Col du Sanetch e Mount Ventoux , sappiamo tutti quanto poco abbiamo pedalato noi italiani ( rispetto a tutti gli europei al via ) quindi opto per una traccia più lunga di 70 km ma con quasi 4000 metri di dislivello in meno rispetto alla traccia più diretta e corta.

E’ il 25 Luglio giorno della partenza ci ritroviamo tutti presso il palazzo di Schonbrunn alle 16 dopo le foto di rito si parte.
Ho il numero 4 sono nel gruppo dei cosidetti favoriti pronti ……. via …… i francesi con a capo il talento Sofiane Sehilli partono a bomba e li lascio andare ,da subito capisco che la traccia che hanno scelto per raggiungere il primo controllo del Grossglokner è diversa dalla ia e per fortuna dopo una ventina di chilometri ci separiamo perchè io ho deciso di fare una strada meno diretta ma più pianeggiante e mi dirigo verso Salisburgo dove arriverò alle 6.30 del mattino di domenica 26 agosto dopo una nottata passato a pedalare attraverso boschi e prati del nord dell austria . 
Ora mi aspettano 70 km fino all’attacco del Grossglockner , il tempo sta cambiando mi ritrovo a percorrere tutti i km fino a Zell Am See controvento e inizia a piovere , la pioggia molto forte mi accompagnerà fino all’inizio della salita.
A Zell Am See ritrovo Nicola Tomelleri che era in un bar a scaldarsi e da qui andiamo insieme fino alla cima dell Grossglockner , che salita dura oserei dire la più dura di questa gara  (sarà che sono partito con calma ) ma l’ho sofferta tanto.
Arrivati in cima facciamo una pausa per mangiare e inizia a piovere e nevicare e ci buttiamo subito in picchiata ( per modo di dire perchè c è ancora salita ) verso Lienz dove arriviamo verso le 19 e decidiamo di fermarci a mangiare e cercare un posto per stare al caldo visto la pioggia e il freddo preso ma non troviamo nulla ma una coppia seduta vicino a noi ci offre di ospitarci per la notte e approfittiamo della loro ospitalità.

Lunedì 26 di mattina presto ripartiamo e subito io e Nicola prendiamo il nostro passo e ci dirigiamo  verso la Pusteria  ( si entra in Italia ) io faccio scorta in un supermercato perchè mi aspetta una tappa molto lunga difatti pedalerò ininterrottamente fino alle 18 di martedi 27 quando decisi di fermarmi a Baveno sul lago maggiore dopo aver pedalato attraverso tutta la val d’adige fino ad Affi sul lago garda per poi dirigermi per Brescia poi nord di Milano e via appunto verso il lago maggiore.
A Baveno dove arrivo verso le 18 ho deciso di fermarmi perchè in svizzera e sul passo del sempione stavano arrivando forti temporali e non avevo voglia di prendere acqua ( visto che la perturbazione era molto veloce).
Alle 1.30 di notte parto da Baveno direzione Domodossola dove arrivo alle 2.30 e attacco il sempione ,salita che si rivelerà più impegnativa del previsto con i suoi 40 km ma che sono ripagati da un panorama mozzafiato una volta arrivati in cima , in cima un profumo inebriante di erbe balsamiche ( wow le erbe svizzere esistono veramente e non solo nelle caramelle ).
Dal passo mi butto in picchiata verso Briga nella valle del Goms e da qui mi dirigo verso Sion sede dell’attacco della seconda salita obbligatoria della gara il Col Du Sanetch ( 35 km di salita ) salita stupenda che mi porterà in un ambiente montano degno di Heidi .
Arrivo in cima verso le 17 mangio una pentola di patate bollite e mi butto di nuovo in discesa e mi dirigo verso Martigny ( ancora vento contro ) arrivo in città faccio tappa in una gas station mangio faccio scorta di cibo e attacco il colle della Forclaz dove arrivo con il buio e decido di continuare fino a Chamoinx passando per la salita di Vallorcine .
Arrivo a chamonix alle 00.30 e mi metto a dormire in una piccola casetta di legno che funge da stazioncina del trenino del monte bianco , dormo su una panca di legno e crollo subito , è stata una 24 ore lunghissima con molto dislivello.

Al mattino di giovedi 30  luglio alle 6.30 riparto alla volta di Grenoble dove arrivo verso le 17 dopo aver passato un pomeriggio infernale con un caldo costante intorno ai 42 gradi , e qui penso che veramente chi vince un tour de france deve per forza essere un super campione in tutti i sensi .
A Grenoble mi fermo in un piccolo negozio di frutta e verdura e prendo banane – pesche e altra frutta perché devo reidratarmi assolutamente anche se nell’avvicinamento alla città mi sono spesso buttato nelle fontane delle cittadine che attraversavo.
Riparto da Grenoble  mi aspetta un’altra notte lunga devo avvicinarmi il più possibile a Sault , paesino da dove inizia la salita del Mount Ventoux, durante la notte atraverso una serie di salite lunghe 15 km e verso le 3 di notte ancora non sono a Sault e qui prendo una decisione che mi farà perdere mezza giornata di gara: decido di non andare direttamente a Sion ma mi dirigo verso Sisteron perché vedo che avevo ancora due salite da fare per arrivare all’attacco del Ventoux ed ero parecchio stanco.
Questa decisione la prendo perchè vedo che da Sisteron avrei avuto meno dislivello per arrivare a Sault .

Arrivo a Sisteron mi butto per terra in una piazza dormo e riparto alle 6.30 di venerdi 31 luglio , il caldo si fa ancora sentire passo il Col de l’homme mort e da in cima vedo in lontananza il Mount Ventoux ( mi fa impressione mi fa paura ) continuo a pedalare al caldo ma rilassato dal profumo della lavanda  ( siamo in provenza e per due giorni questo profumo inebriante mi accompagnerà giorno e notte ).
A Sault arrivo per l’ora di pranzo mangio e riparto per scalare il mostro ,fa caldo e tutti mi hanno sconsigliato di affrontarlo dopo pranzo ma non ho alternative .
Inizio le prime rampe che mi porteranno alle Chalet Reynard da dove inizia la pietraia che porta in vetta, pedalo bene non faccio fatica non sento il caldo arrivo all chalet e magio una fetta di torta e bevo qualcosa , attacco la parte piu suggestiva della salita e inizio ad emozionarmi un po perché è l ultima salita ufficiale della gara un po perché non ci si può non emozionare su di una salita mito del ciclismo mondiale , mancano 2 km alla cima incontro i fotografi della gara e mi emoziono ancora di piu faccio l ultimo tornante che porta alla vetta sotto la torre della stazione meteo  e mi metto a piangere un pianto liberartorio un pianto che nasce dal profondo perché sono qui in cima e l’ultima salita della Three Peaks è fatta .


Scendo a Malucenne entro nell’ennesimo supermercato faccio scorta e riparto , fa un caldo bestia sono le 18.30 di venerdi 31 luglio vorrei arrivare sabato a Nizza sono ormai nel tratto finale obbligatorio tracciato dall’organizzazione e capisco che i 500 km che mi separano dall’arrivo saranno molto duri .
Da subito a tramonto inoltrato mi si presenta davanti l’ennesima salita di 15 km che come il Ventoux affronto di buona lena , sono nel nulla a piu di 1200 metri d’altitudine e come spesso faccio per scacciare la paura metto le cuffie e ascolto musica elettronica perché mi da forza e mi distrae …..sono le 4 di mattina di Sabato 1 Agosto e sono di nuovo a Sisteron mi butto letteralmente  su una panchina e dormo due ore .

Ancora una volta alle 6.30 riparto mi fermo in un panificio e prendo da mangiare faccio 5 km e vedo di nuovo di fronte a me un mostro di montagna e in lontananza la cima anche questa pelata senza vegetazione noooooo 36 km di salita per arrivare sulla montagna della lure il piccolo mount ventoux come lo chiamano da queste parti , faccio davvero fatica ad arrivare su ma km dopo km la cima è mia .
E di nuovo mi butto in discesa tra il caldo asfissiante e l’asfalto che si incolla ai copertoncini della bicicletta arrivo in un paesino e di nuovo supermercato e poi una pizza l’ennesima pizza ( la francia è disseminata di pizzerie ci sono più pizzerie qui che a Napoli ).
Finito di mangiare riparto direzione Verdon sarà un pomeriggio di fuoco 43-44 gradi ma per fortuna un  po di vento placa la sofferenza .
Inizio l’ennesima salita ( 20 km ) fino a La Palude  dove inizia  l’anello del Verdon che attacco alle 22.30 , buio pesto vento contro fortissimo 4 km di salita al 15-18 per cento , maledico l’organizzatore e per placare la sofferenza metto in loop in cuffia il mio brano preferito dei Rage Against The Machine : Killing the Name canto urlo a squarcia gola nella notte cosi riesco anche ad esorcizzare la paura della discesa su di un asfalto tutto rotto il vento forte la mancanza doi parapetti e la paura delle migliaia di metri della gola sotto di  me …….. minuti interminabili nel buio nella paura ma tutto passa e mi ritrovo di nuovo a La Palude .
Trovo un locale gestito da italiani , mangio bevo e riparto . Devo arrivare a Nizza ma ormai è sera inoltrata mi sa che ormai a Nizza ci arrivo domenica e spero il prima possibile .
Vero mezzanotte ho una crisi di sonno e riesco a passarla anche perché ho un latra salita di 15 km da passare ( le salite non finiscono più ) scollino inizio una discesa ripida e pericolosa oramai sono le 4.30 di notte mi accordo che la stanchezza si fa di nuovo sentire ho le allucinazioni vedo persone e visi  di persone al posto di ogni oggetto .
Decido di fermarmi in un piccolo paesino dove trovo una chiesa e di fronte un panchina mi sdraio ma dopo pochi minuti capisco che la panchina è scomoda e dormo mi metto per terra dove sto meglio .
Sono vaccinato ho dormito una settimana per terra solo nel bivy sac e sto benissimo ! Dopo due ore mi sveglio sono le 6.30 di domenica 2 agosto devo partire Nizza mi aspetta , 40 km di falsopiano che affronto con fatica le gambe no spingono non ho da mangiare e capisco che la benzina è finita , devo gestirmi bene e cercare qualcosa da mangiare per avere le forse per scendere sulla costa , ad un certo punto vedo il mare in lontananza e capisco che è fatta anche se mancano 20 km all’arrivo .

Scendo a Nizza e inizio la Promenade des Anglais pedalo sul lungomare pieno di palme e capisco che è fatta questa Three Peaks Bike Race è fatta.
All’arrivo  mi aspetta Micheal l’organizzatore che mi fa i complimenti e dopo la foto di rito mi da la il mio premio : una birra fresca !
Quante emozioni lungo la strada , ho riso ho pianto ho cantato ho urlato ho avuto paura praticamente un susseguirsi di emozioni che mi hanno arricchito e mi hanno fatto capire che le lunghe distanze fanno per me.
Nessun dolore di ogni tipo tutto perfetto, tutto ok.
Ho capito una volta per tutte che la differenza si fa di notte e alla prossima avventura farò meno errori .
Una cosa è certa ora bisogna allungare i km i numeri di questa passeggiata sono stati   2122 km 29210 metri di dislivello per 97 ore e 59 minuti pedalati.
Amo pedalare in solitudine perché trovo sia la massima espressione del viaggio , in solitudine do il meglio di me stesso perché il viaggio è contemplazione è esplorazione è introspezione è meditazione perché pedalando a lungo si entra in trance e si prova un piacere estatico.
Il viaggio può continuare e il prossimo anno raddoppierò la distanza .

Desidero dedicare questa mia passeggiata da est ad ovest alla mia famiglia perché immaginerete quanto tempo ho dovuto dedicare alla preparazione e a quante volte sono mancato da casa e dedico inoltre questa gara a tutta la mia squadra che mi ha supportato da casa nonché a tutti gli amici che mi hanno seguito durante le dirette mattutine , sappiate che mi avete dato forza nei momenti difficili.

Buona strada a tutti alla prossima

Alessando Grisotto

#ilgirso

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