Ultracycling Dolomitica #ilfolle

Ultracyling dolomitica, lungo i tornanti del Piancavallo, l’ultima salita, una bici di notte, un’auto in preda all’euforia con musica cowntry a palla e le urla “dai forza tieni duro, è l’ultima, siamo arrivati, sei sul podio e c’è pure una sorpresa per te!”


Ormai sono passati 2 giorni e la mente è tornata a ripensare in maniera lucida a quelle ore con molta nostalgia.
Verrebbe da dire che sono andato forte, invece no, semplicemente non ho mollato quando alle 3 di notte è arrivata una lunga crisi per grossi problemi di stomaco, dal Duran in poi è stato un calvario, non riuscivo ne mangiare ne bere, completamente scarico di energie e un sonno pazzesco. Peccato, ero partito bene senza mai strafare e mi sentivo carico, ma causa questo imprevisto, tutti i miei progetti e tabelle orarie erano saltati.
Alle 7:15 del mattino ai piedi del Fedaia ho fatto l’ennesima sosta per l’ennesimo colpo di sonno, ho visto i ragazzi sfatti, ormai non ci credevano più, arrancavo ed è stato li che ho pensato seriamente di ritirarmi.
Ho telefonato a casa con l’intenzione di dire che sarei tornato entro mezzogiorno “sono fermo di nuovo, i ragazzi li vedo stanchi, cosa faccio?” 
“se hai sonno dormi un po’ e poi riparti, riposati un po’, che domande mi fai a sta ora del mattino sei ancora terzo, richiamami più tardi quando stai meglio”
In quel momento cercavo compassione, ma fortunatamente ho capito che le mie erano solo lagne, ho guardato Alberto e Gigi e ho detto “bon ragassi, vado, seriamente, sono ancora terzo, se riprendo il ritmo mantengo quel poco di vantaggio che mi è rimasto dopo questa notte d’inferno”


Il resto della corsa è stato tutto un alternare momenti buoni a momenti più difficili, in salita, sotto il sole cocente del pomeriggio, attenuati dai meravigliosi panorami delle dolomiti, l’incitamento dall’ammiraglia, lo stomaco che riceveva poco ma quel tanto che bastava per andare avanti, gli amici che continuavano a telefonare per sentire come stavo, e ad ogni salita era una festa grande, sempre di più, pure il vantaggio aumentava e la sorpresa, la famiglia che mi aspettava al traguardo nonostante l’ora.

Vi racconto una storia:
luglio 2017 , sono costretto in casa per problemi di salute e devo assumere anche farmaci molto forti, era palese che quell’anno la mia avventura in bici di fine luglio sarebbe saltata.
Dopo i primi giorni di sconforto prendo in mano la situazione e penso che potrei comunque pensare al 2018 fatto meglio del solito, magari bo, con uno zaino nuovo intanto apro “google” e mi escono degli annunci di zaini e delle borse strane da attaccare alla bici, ma ho sorvolato, ho letto un commento su un blog che parlava di questa cosa chiamata “ultracycling”.
Google “ultracycling” e mi esce come prima voce “ultracycling dolomitica
Quel pomeriggio ricordo di non essere riuscito a dormire (assumevo morfina, passavo le giornate dormendo), leggevo le storie di chi l’aveva corsa, chilometri, dislivello, crisi, gioie, il maltempo, gli imprevisti, la preparazione, la gestione del team di supporto….pazzesco, chissà come faranno a sopportare una cosa del genere, sono dei veri super-uomini! 
Al massimo faccio 2 giorni in giro per le montagne con il mio zainetto carico, affronto intemperie, ma non sono in gara con nessuno, sarebbe atroce, mah!
Quel tarlo ha lavorato fino a farmi pensare che avrei potuto provarci l’anno successivo, ma tutto si è smorzato a causa di un incidente
Passano gli anni e il tarlo rimane, e si affaccia l’opportunità di correre questa ultra nella modalità classica, 2 amici in ammiraglia da istruire da zero, ma pieni di entusiasmo, si sono poi trasformati nei miei 2 angeli custodi. 

#ilcapitano che ogni tanto compariva dal nulla, gli altri al telefono a dare dritte ai miei compagni di avventura!


Non sono un ultracycler, ma in fine ho vissuto quello che avevo letto in quelle storie, il maltempo, la crisi nera, andare oltre la crisi e il podio, ecco a loro mancavano i 2 mesi di quarantena che lo dico, si sentono tutti. 
Durante questa esperienza con Gigi e Alberto mi sono anche divertito e si è creato un bel clima di amicizia e complicità che andrà oltre la gara, superare delle difficoltà insieme tempra molto i rapporti.

Mauro Dall’igna
#ilfolle

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